Stampa nazionale

 

 

Un Prof USA ricorda la strage di Gorla

Il tragico bombardamento 72 anni fa
Il Docente: sono qui per chiedere scusa a nome degli Stati Uniti
 

Gorla, uno degli ultimi angoli in cui respiri ancora la vera Milano, con il Naviglio che scorre all'aperto e la gente che parla il dialetto. Un angolo lacerato 72 anni fa da 350 bombe "alleate", sganciate a grappoli da aerei americani. Era il 20 ottobre del 1944. La più maligna si infilò nella tromba delle scale della scuola elementare "Crispi", proprio mentre i bambini scendevano nei rifugi: 184 le piccole vittime, colpevoli solo di andare a scuola in un Paese in guerra. I documenti militari statunitensi registrarono la "missione fallita" e i "danni collaterali", poi la cosa fu dimenticata da tutti, tranne le mamme, i papà, i fratelli, e i pochi bambini sopravvissuti, oggi divenuti anziani.

Anche ieri, come ogni anno, si sono riuniti a dire Messa laddove un tempo sorgeva la "Crispi": al posto delle macerie c'è un prato, nuova erba ha coperto la voragine, anche tre alberi ci sono cresciuti, e nel mezzo un grande monumento pauroso, con quella Madre velata di nero che regge il corpo morto del figlio e un'oscura epigrafe, "ecco la guerra!". Sotto terra, i resti dei Piccoli Martiri di Gorla. «Siamo qui per ricordare ciò che produce la guerra - dice Don Franco nell'omelia, rivolto soprattutto ai tanti bambini delle elementari di oggi, assiepati lungo la cancellata -. Pensiamo a quanto sta avvenendo in Siria, dove uccide più l'indifferenza...».

E allora non puoi non pensare a quest'altra indifferenza, perchè Gorla nella memoria nazionale non esiste: «Mai un Presidente della Repubblica in 72 anni, mai una corona. I nostri 184 bambini non sono italiani?», protesta Graziella Ghisalberti, 79 anni, 7 il giorno in cui scampò per miracolo alla strage. Quando tocca alle Autorità parlare, il piu alto in carica e l'assessore al Bilancio del Comune, Roberto Tasca, con la fascia tricolore del Sindaco assente: «Quella di liberarsi delle bombe sulla città fu una sciagurata decisione, soprattutto perchè presa da chi ci stava liberando», commenta. «La pace è il risultato di volontà comuni, va alimentata quotidianamente».

Il sindaco intanto è a Linate ad accogliere il Dalai Lama, grande simbolo di questa pace:«Una preghiera congiunta nel nostro luogo di dolore non sarebbe stata semplice da organizzare?», scuotono la testa i sopravvissuti alla strage. Tra questi c'è Giancarlo Novara, 79 anni, il primo estratto dalle macerie: «Mi misero nel mucchio dei bambini morti. Fu un sacerdote ad accorgersi che ero ancora vivo, un sasso in gola mi soffocava». Oggi è quattro volte nonno. Mirella Fontana aveva solo 1 anno, «Ho promesso a mia madre che per tutta la vita sarei tornata a pregare per mio fratello Oscar, morto a 8 anni. Ma quando non ci saremo più noi?».

La risposta è in un gruppo di ragazzi di 15 anni, studenti all'International School of Monza, e nel loro professore, Robert Bloomhuff: tra le mani porta un mazzo di fiori con la bandiera americana. Ha coraggio. «Chiedo perdono a nome del mio Paese», spiega. Insegna storia ma fino a due anni fa della strage non sapeva nulla, come i docenti italiani del resto. «Nessun testo scolastico accenna a nulla, né in Italia né negli USA, così lo aggiungo io questo capitolo dimenticato». Athena è italiana, Ruben spagnolo, Emilio giapponese, Francesca polacca: «E' spaventoso sapere che a Milano siano successe queste cose - commentano colpiti -. Se la strage fosse stata opera dei tedeschi i nostri libri ne parlerebbero».

In mano hanno la lettera che da due anni il loro professore invia alla Casa Bianca, sempre senza risposta. L'anno prossimo partirà di nuovo, destinatario Donald Trump o Hillary Clinton: "Egregio Presidente, sono un cittadino americano, docente a Milano, Italia. Per il 20 ottobre 2017 vorrei poter leggere a questa gente qualche riga scritta da Lei, che esprima il Suo dolore nel sapere di questo evento. Riconcilierebbe i cuori di che tanto soffrì a causa di questo tremendo errore...".

Lucia Bellaspiga

Giornale "Avvenire" di venerdì 21 ottobre 2016