Oggi li ricordiamo così

 

Le Autorità Locali rendono omaggio al Sacrario con un minuto di silenzio

Alla commemorazione del 70° anniversario della strage erano presenti, come sempre, le Autorità Locali che vediamo rendere omaggio ai Piccoli Martiri durante il minuto di silenzio che viene osservato alle ore 11,25 , l'ora del bombardamento.

Il Sindaco Avv. Giuliano Pisapia ha poi letto un messaggio inviato dal Presidente della Repubblica che riportiamo:

Caro Sindaco,

mi riferisco alla Sua cortese lettera del 28 luglio scorso, con la quale mi ha voluto preannunciare le iniziative organizzate dall'Amministrazione Comunale e dalla locale sezione dell'Associazione nazionale delle vittime civili di guerra per onorare la memoria delle piccole vittime della Scuola di Gorla e dei suoi insegnanti, rimasti uccisi sotto i bombardamenti che colpirono duramente Milano il 20 ottobre del 1944.

Nel rammarico di non poter essere presente alla commemorazione, mi consideri intensamente partecipe al ricordo di una tragedia che ha segnato con dolore profondo la nostra memoria e che costringe noi tutti, ancor oggi, ad una riflessione comune sugli orrori della guerra e sulle immani sofferenze patite dalla popolazione civile.

Ne esca rafforzata la consapevolezza del valore inestimabile della pace, che ciascuno di noi è chiamato ancor oggi a difendere attraverso il dialogo, il rispetto reciproco, la tolleranza.

Con questi sentimenti, invio a Lei, alla Comunità milanese, alle Autorità presenti e a quanti parteciperanno alla celebrazione il mio commosso saluto.

Giorgio Napolitano

 

 

Il venerdì precedente la cerimonia, dal monumento i bambini delle scuole della zona hanno lanciato 184 palloncini legati ad altrettanti aquiloni che sono saliti verso il cielo azzurro

Un gesto di gemellaggio con i loro 184 compagni di scuola che sono scomparsi settanta anni prima

 

 

La domenica seguente, al teatro Elfo Puccini, il regista Renato Sarti ha proposto un'ottima lettura scenica degli avvenimenti di quella mattina interpretati dall'attrice Giulia Lazzarini con la collaborazione di Federica Fabiani e Matthieu Pastore.

 

 

 

Un ricordo di Paola Canovai per la piccola Annamaria Pioltelli

Scrivo alla nostra Parrocchia di Santa Teresa del Bambin Gesù ed alla Associazione Gorla Domani, di cui faccio parte, per condividere, a pochi giorni dal settantesimo anniversario della strage dei bambini di Gorla, il ricordo di una bimba che non conobbi personalmente, per evidenti ragioni anagrafiche, ma che porto nel cuore da tanti, tanti anni, assieme ai suoi piccoli compagni. Sarò contenta se vorrete leggerlo e, con me, ricordare Annamaria, i suoi genitori, gli altri piccoli e tutti coloro che furono travolti da quella tragedia...

Mi ricordo quando, da bambina, andavo con la nonna Cristina a trovare la signora Adelaide. Una signora che, allora, a me sembrava vecchissima. Facendo adesso i conti, avrà avuto tra i sessanta e i settanta anni. Abitava con la sorella nell’appartamento sopra quello dei miei nonni, in viale Monza 156, lo stesso palazzo dove oggi abito io, con mio marito e le mie due bimbe. Uno dei pochi palazzi di Gorla a rimanere intatto dopo il bombardamento dell’ottobre del ’44.

La signora Adelaide aveva appeso, in sala, un grande quadro, che io guardavo sempre. Era un quadro ottenuto dall’unione degli ingrandimenti di due foto: quella di un signore di mezza età, vestito di scuro, dallo sguardo gentile, e quella di una bimba di sei anni. Le foto originariamente saranno state in bianco e nero, perché scattate quando ancora quelle a colori non esistevano, ma quella della bimba era stata colorata, dopo, sicché il fiocco tra i capelli ed il vestitino erano di un rosa antico, di quelli che non si usano più, un rosa che a me faceva pensare alle cose morte, passate.

Annamaria. Lei era Annamaria, la bimba della signora Adelaide. Era rimasta sotto le macerie della Scuola Francesco Crispi, centrata in pieno dalle bombe alleate, nella mattina del 20 ottobre 1944. Il suo papà era arrivato poco dopo le esplosioni, aveva cercato, con altri adulti accorsi, di tirare fuori i bimbi, ed era rimasto seppellito da un crollo delle macerie.

La signora Adelaide era rimasta sola. Credo che per lo shock avesse avuto una paresi, infatti il suo viso, che mi sembrava così strano, era turbato da una smorfia, sempre. Una smorfia di dolore. Ma i suoi occhi dolci, me li ricordo, quando mi raccontava della sua bambina. Quella bambina che la maestra aveva protetto col suo corpo, sicché era stata estratta dalle macerie esanime, ma senza un graffio, mi raccontava la sua mamma. Una povera mamma sola, che si riprendeva una piccola rivincita sulla morte e su una vita troppo crudele: le avevano ucciso la sua bimba, ma non erano riusciti a deturpare la bellezza di quella creaturina di sei anni.

Volevo bene, alla signora Adelaide. Ma quanto, quanto gliene voglio di più ora, dopo che, da tanti anni, ci ha lasciati. Adesso che anche io sono mamma. Adesso capisco in pieno la sua tragedia, che, pure, già allora intuivo nella sua gravità.

La mia bambina più grande va alla scuola Francesco Crispi: l’hanno ricostruita, ma in un posto diverso; adesso è nel parco di Villa Finzi, è una scuola allegra e un po’ matta, piena di bimbi. Adesso, al posto della vecchia scuola, a Gorla, c’è un monumento ossario, dove riposano i resti di molti dei "Piccoli Martiri". Lì c’è anche Annamaria, insieme al suo papà. Sono andata tante volte a trovarla. Tante volte mi sono chiesta il senso della sua vita e della sua assurda morte.

Sono una mamma, adesso, una piccola mamma con due bimbe piccole, in un mondo che, settanta anni dopo quell’ottobre, è nuovamente battuto da minacciosi venti di guerra. Posso solo pregare che alle mie bimbe sia concesso di vivere sempre in un paese in pace, un paese libero, un paese dove andare a scuola sia un diritto e non un pericolo.

Per ora è così, per ora ci troviamo dalla parte giusta del mondo, ma quante Annamaria ci sono ancora, oggi, nel mondo? Quante signore Adelaide? L’umanità, oggi come ieri, sacrifica alle ideologie o al denaro quello che di più sacro ha; calpesta, affama, violenta i bambini. Ogni tanto guardo le mie bimbe e rabbrividisco: così piccole, fragili, vulnerabili. Così splendenti e piene di vita. Come splendente e piena di vita, ne sono sicura, eri tu, Annamaria, insieme ai tuoi compagni.

A me è stato concesso di crescere, Annamaria, adesso non sono più come te, sono grande, come la tua mamma, come le tue maestre... e come loro cerco di proteggere i piccoli, cerco, per quello che posso, di educare al rispetto e alla pace.

E ogni 20 ottobre ci sarò sempre, in Piazza Piccoli Martiri, e porterò le mie bimbe e parlerò di voi: perché non si è mai troppo piccoli per imparare ad odiare la guerra.

 

 

Un sentito ringraziamento al cantante Enrico Ruggeri che, con un suo messaggio, collabora a tenere viva la memoria dei Piccoli Martiri di Gorla.

 

 

                 

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Un cartello spiega ai cittadini il significato di quel monumento.

 

La cerimonia che si tiene il 20 ottobre vede la partecipazione di numerosi abitanti di Gorla, oltre a chi viene da fuori città.

 

E VI AVEVO DETTO DI AMARVI COME FRATELLI...

Così recita l'iscrizione sull'Altare all interno della cripta dove riposano i resti dei Piccoli Martiri della scuola di Gorla.

 

La lapide presente all'ingresso della cripta ossario.

 

Un particolare ringraziamento al Consigliere Leo Siegel che, organizzando serate sul tema, aiuta a mantenere vivo il ricordo.

 

Alcune foto della veglia di preghiera che si tiene il 24 dicembre, vigilia del Santo Natale, presso il monumento ossario, dove numerosi cittadini si recano ad accendere un lumino per i bambini che non sono più tra noi ed a portare un giocattolo per i piccoli che non hanno la fortuna di passare il Natale in una famiglia.

Un ringraziamento di cuore a quanti, invece di passare la Santa Notte nell'intimità della propria casa, anche quest'anno raccoglieranno il nostro invito; a mezzanotte poi sarà possibile seguire la Santa Messa nel vicino Monastero di Santa Chiara o nella Parrocchia di Santa Teresa del Bambino Gesù.

Chi lo desidera, può visitare il monumento e la cripta dove riposano i resti dei bambini la prima e terza domenica di ogni mese e nei giorni festivi, a Gorla, in piazza Piccoli Martiri.

 

continua