Altre stragi dell'epoca

 

Il bombardamento della scuola di Gorla non è stato l'unico episodio di incursione aerea condotto dagli alleati anglo-americani in quel periodo storico con lo scopo di terrorizzare la popolazione civile per causare una sollevazione popolare che portasse alla resa del Capo del Governo di allora, Benito Mussolini.

Tra gli altri siamo riusciti, grazie a testimonianze di sopravvissuti, a ricostruire un paio di episodi; invitiamo chiunque fosse a conoscenza di altre storie simili a contattarci per la pubblicazione su questa pagina.

 

La corriera di Badile

Dopo la dichiarazione di armistizio di Badoglio del 8 settembre 1943, gli italiani cercavano di tornare ad un modello di vita che permettesse loro di superare le privazioni dovute al razionamento dei generi alimentari. A tale scopo molti residenti nella provincia ogni mattina si recavano al lavoro utilizzando i mezzi pubblici disponibili. Uno di questi era la corriera che percorreva la statale da Pavia a Milano, sostando anche nei piccoli paesi per raccogliere i pendolari; così fece anche la mattina del 30 gennaio 1945 quando però al capolinea non ci arrivò mai.

Giunta a Badile, piccola frazione del comune di Zibido San Giacomo, l'automezzo venne fatto bersaglio di numerose raffiche di mitra che partivano da una formazione di aerei (inglesi) che nel frattempo erano comparsi in cielo; dopo il primo passaggio i viaggiatori che non erano rimasti feriti cercarono di mettersi in salvo correndo verso una vicina cascina o più semplicemente buttandosi in un fossato che doveva svolgere la funzione di "trincea". Gli aerei effettuarono altri passaggi a bassa quota continuando ad aprire il fuoco per non lasciare testimoni dell'accaduto. L'ultima raffica venne da un solo velivolo che concluse l'opera lasciando sul campo innevato i corpi di chi sperava di avercela fatta.

Il giorno prima (29 gennaio) la stessa scena si era svolta nel comune di Motta Visconti, a pochi chilometri da Badile.

 

Una croce sulla Strada Statale ricorda ai passanti la strage della corriera di Badile

 

 

 

Il battello Milano

Questa seconda vicenda si svolse il 26 settembre del 1944, sulle acque del Lago Maggiore, e più precisamente sul traghetto di linea che prestava servizio tra il comune di Laveno (sulla sponda lombarda) ed il comune di Intra (su quella piemontese).

Da qualche giorno il regolare funzionamento di tale collegamento era stato sospeso per motivi precauzionali, ma quella mattina nel piccolo imbarcadero lombardo si ritrovarono alcuni soldati provenienti dalla scuola di Varese insieme ad alcuni civili.

Il comandante del Battello "Milano" decise quindi di effettuare una corsa straordinaria per consentire a quei passeggeri di raggiungere chi la caserma, chi la propria abitazione.

Giunto a circa metà del viaggio, da sud apparve una formazione di aerei che senza pensarci due volte aprì il fuoco sul natante; vennero colpiti tre uomini dell'equipaggio tra i quali il timoniere.

Uno dei militari trasportati ebbe la prontezza di riflessi di correre al timone e, visto che i motori erano ancora in funzione, riuscì ad attraversare il Golfo Borromeo portando il battello vicino a riva nonostante i passaggi degli aerei continuassero. Questo consentiì ad alcuni dei passeggeri di raggiungere a nuoto la riva mettendosi in salvo.

Dopo l'ultimo passaggio però il "Milano" colpito nello scafo sotto la linea di galleggiamento affondò, portando con se il suo carico di vite umane.

Da allora la cosa venne messa a tacere fino agli anni 90, quando un appassionato di subacquea decise di provare a raggiungere il battello affondato che si trova tuttora alla profondità di circa 90 metri.

Da testimonianze di chi vide quel giorno il battello partire da Laveno e dal numero di quelli che riuscirono a mettersi in salvo tuffandosi in acqua, si stima che i civili morti siano circa cinquanta, i cui corpi non sono mai stati recuperati.